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E'gia passato un po' di tempo dalla nascita di questo nuovo e affascinante strumento, quali'sono le novita'?Riceviamo e pubblichiamo questo materiale informativo da Fiorenzo Bernasconi:

Bercandeon: 2011­2016. Sono trascorsi cinque anni dall'apparizione del prototipo. In questo

lasso di tempo quali sono state le modifiche introdotte?

L'elemento più carente era dato dalla presenza di un doppio manale, uno a sinistra, l'altro a destra.

Ciò evidenziava i problemi che simile particolare dà anche nella fisarmonica: ostacola l'estrema

escursione della mano verso l'alto e verso il basso. L'ostacolo era quindi raddoppiato, con

l'aggravante di dovere muovere, suonando, i due mantici e nel contempo sostenere il peso dello

strumento (che non è un peso piuma...). Suonabile, con una certa fatica e affiatamento da seduti,

improponibile in piedi o muovendosi. Si è quindi optato per un leggerissimo cavalletto appoggiato

alla cornice centrale da cui partono i due mantici (driblando così la questione peso) e per

l'eliminazione di manali (scomodissimi, come detto) e cinghie (inutili perchè il Bercandeon è

sostenuto autonomamente dal cavalletto). I mantici sono mossi dalle gambe che trasmettono il

movimento di apertura e chiusura alle casse armoniche tramite due gambali, ossia supporti

imbottiti e arcuati appoggiati sulle cosce. La cosa può sembrare bizzarra, ma permette di

raggiungere un interessante obiettivo: affidare alle mani l'esclusivo e liberissimo compito di

premere i tasti (rivalutando l'uso degli arti inferiori che in strumenti consimili hanno ruolo

ridotto).

 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Queste modifiche, come detto, sono state introdotte per eliminare limiti costituzionali.

In parallelo ogni particolare è stato analizzato ed eventualmente migliorato. Si è così raggiunta

un'emissione del suono più equilibrata (originariamente la sx sovrastava la dx) e pronta, si sono

studiati vari tipi di cavalletto per arrivare a quello odierno che unisce estrema leggerezza a

stabilità. Si è poi introdotta una modifica alla quale originariamente non si era pensato. Un

diaframma sull'asse di simmetria che di fatto separa i due mantici. Ciò permette un risultato

assolutamente unico: la dinamica separata tra le due tastiere. Ossia si può ottenere

contemporaneamente un fortissimo a sx e un pianissimo a dx e viceversa (naturalmente ci sono

due bottoni per lo sfiato dell'aria). Mi piace segnalare che gli interventi hanno notevolmente

migliorato le caratteristiche rispettando però l'idea portante, quella della simmetria.

Chi ha proposto le modifiche di cui parla?

A volte gli artigiani di Teknofisa, a volte io, a volte i musicisti che si sono avvicendati nel collaudo

dello strumento.

A proposito di musicisti: ce ne vuole parlare?

Ho scelto persone di vario indirizzo e predilezione strumentale. Alberto Bazzoli, pianista jazz con

rudimenti di fisarmonica; Marco Zappa, cantautore polistrumentista ma soprattutto chitarrista;

Mauro Coceano, pianista e fisarmonicista; Paolo Paliaga, pianista jazz con rudimenti di

fisarmonica; Enrico Del Prato, pianista e trombonista; Gabriele Marangoni, fisarmonicista

sperimentale; Davide Bonetti, fisarmonicista jazz. Hanno usato il Bercandeon per alcuni mesi, con

il compito di evidenziare eventuali difetti. Questa importantissima fase non è stata semplice, basti

pensare che all'inizio, di Bercandeon ce n'era solo uno, bisognoso, oltretutto, di tornare

periodicamente in ditta per introdurre le modifiche del caso... Interessante notare che l'esperienza,

che fondamentalmente doveva essere un test tecnico, quasi sempre si è trasformata in una piccola

avventura artistica che ha portato il Bercandeon ad essere usato in due CD (Bazzoli e Zappa) e ad

una serie di registrazioni.

Ho saputo che qualche mese fa è uscito un CD che vede il Bercandeon protagonista.

Si tratta di una strenna natalizia fuori commercio. Ho pensato a brani in cui il Bercandeon avesse

ruoli differenti, andando dal sestetto con voce, passando per l'accoppiata con il clarinetto, per

giungere al solo Bercandeon. Per muovere ancor più le acque mi sono avvalso di due differenti

musicisti (Enrico Del Prato e Davide Bonetti), con repertorio fondamentalmente inedito e in due

casi addirittura sperimentale. Quasi sempre le registrazioni sono “domestiche”, con amici musicisti

a km zero e con tanto spazio per il divertimento. Come assaggio propongo Garbo (V. Maniscalco,

F. Bernasconi; Bercandeon D. Bonetti, clarinetto A. Cassarino) e Due Valzer (D. Bonetti).

Questo il presente. E il futuro?

Da un po' di tempo sono alle prese con un'inedita teoria artistica, che ho codificato in un libretto

intitolato Manifesto dell'Intersezionismo speculare. Propongo la possibilità di convertire in musica

poesie scritte rispettando alcune semplici regole. Siamo nel campo dello sperimentalismo e perciò

ho individuato nel Bercandeon uno strumento molto adatto ad eseguire brani intersezionisti. Del

volume sono uscite tre edizioni via via aumentate e in settembre dovrebbe uscire la quarta, con

numero di pagine addirittura raddoppiato. Il Bercandeon tecnicamente (lo dico sottovoce)

dovrebbe trovare forma definitiva nell'esemplare che a giorni verrà messo in lavorazione.

L'obiettivo è migliorare la meccanica della tastiera che, essendo fatta per impedire di piegare il

polso, è estremamente complessa. Conto inoltre di allestire un sito web, utile per raccogliere le

informazioni. Ciò per cose che mi riguardano direttamente; sarebbe poi bello che qualche

musicista usasse lo strumento per progetti propri.

Mi faccia capire: lei presterebbe il Bercandeon a musicisti disposti ad usarlo?

In linea di massima sì, a patto di avere, ovviamente, una serie di credenziali e garanzie e di fronte

a una proposta artisticamente convincente.

Interessantissimo! Proporsi con uno strumento inusuale, può fare certamente la differenza.

Ricorderebbe, in sintesi, i punti di forza del Bercandeon?

Polifonia a due voci e esecuzione di accordi complessi e strutturati con molta libertà.

Possibilità dinamiche fortemente indipendenti tra le due tastiere.

Ergonomia accurata che assegna alle mani il compito esclusivo di premere i tasti, evita di piegare i

polsi e libera l'esecutore dal peso dello strumento. In altri termini la simmetria dello strumento

sposa e rispetta la simmetria corporea. Lo strumento non ha metodo e repertorio e, se ciò non fa

paura, è uno stimolo alla creatività.

 

Qui di seguito due brani eseguiti con il Bercandeon:

GARBO (V. Maniscalco, F. Bernasconi)

Bercandeon: Davide Bonetti

Clarinetto: Antonio Cassarino

https://youtu.be/1DGrEVha86k

 

DUE VALZER (D. Bonetti)

Bercandeon: Davide Bonetti

 

https://youtu.be/w91s57xk6mE

 

Aspettiamo quindi molto incuriositi sull'evoluzione del Bercandeon, le prossime notizie...!