La Fisarmonica
 

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I bassi della fisarmonica sono sicuramente la parte più misteriosa dello strumento ma anche la parte più affascinante.Si suonano con la mano sinistra e servono a creare la parte armonica di un brano, in poche parole con i bassi si crea sia la ritmica che la parte armonica.Premetto che i bassi sulla fisarmonica cromatica o a piano si suonano nella stessa identica maniera quindi questa pagina tornera' utile, qualsiasi fisarmonica vuoi suoniate.Molti vedendo quegli innumerevoli bottoncini disposti a pettine senza punti di riferimento, pensano che suonare i bassi sia una cosa estremamente complicata ma in realtà non è assolutamente così, sopratutto se vengono usati per creare la ritmica di un valzer o tango, vi renderete conto che è molto più semplice della mano destra, in quanto diventa a lungo andare un gesto "quasi meccanico". Il discorso varia se con i bassi della Fisarmonica costruiamo una melodia, in questo caso un accurata conoscenza della disposizione dei bassi e molta tecnica ed esercizio si rendono necessarie per una buona esecuzione.In questa pagina tratteremo almeno inizialmente la disposizione dei bassi sulla Fisarmonica tradizionale, vedremo come sono disposti e come iniziare il primo approccio con quella parte dello strumento che permette di accompagnare qualsiasi melodia, rendendo la Fisarmonica uno strumento completo.

Quanti bassi ha una fisarmonica? Ce ne sono veramente di tutto i tipi, 48, 80, 96, 120 dipende dallo strumento.Andiamo ad analizzare una fisarmonica a 120 bassi per scoprirne la disposizione sulla bottoniera.

Partendo dalla parte del mantice troveremo la prima fila di bassi che vengono chiamati "contrabbassi" sono disposti come i bassi fondamentali a distanza di quinte.Partendo dalla parte sinistra verso destra troveremo in sequenza:

Reb - Lab - Mib - Sib - Fa - Do - Sol - Re - La - Mi - Si - Fa# - Do # - Sol# - Re # - La # - Mi # -Si # - Re# - La#

Medesimo discorso vale per i bassi fondamentali che sempre a distanza di quinte sono così disposti:

Sibb - Fab - Dob - Solb - Reb - Lab - Mib - Sib - Fab - Do - Sol - Re - La - Mi - Si - Fa# - Do# - Sol# - Re# - La#

Ecco un piccolo schema della bottoniera dei bassi:

Come potete vedere questo schema mostra la disposizione dei bassi della fisarmonica sia a piano che cromatica, infatti non cambia nulla dalla piano alla cromatica per quel che riguarda i bassi.In questo schema è mostrata la bottoniera dei "bassi standard" e non a " bassi sciolti".

La prima fila riguarda i Contrabbassi mentre la seconda rappresenta i bassi fondamentali.Come potete vedere i bassi sono disposti a distanza di quinte DO SOL RE LA ecc.

IL DO è riconoscibile in quanto ha un foro come si può vedere dalla foto o un brillantino che lo rende immediatamente riconoscibile al tatto.Ora vediamo come creare un piccolo accompagamento a ritmo di valzer:

Nella tersa fila troviamo gli accordi maggiori

Nella quarta fila gli accordi minori

Nella quinta fila gli accordi di settima

Nella sesta e ultima fila gli accordi di diminuita

PS:nei modelli a 80 bassi manca la fila degli accordi di diminuita!

Ora vediamo come eseguire un piccolo accompagnamento a ritmo di valzer.Il dito Anulare andrà a suonare il DO mentre con il dito MEDIO premeremo due volte l'accordo posto in diagonale (come mostra la freccia rossa) di maggiore minore settima o diminuita mentre il dito indice andremo a premere la 5a in questo caso il SOL.

In definitiva: DO (4 dito) accordo maggiore 2 volte (terzo dito) SOL (2 dito) accordo maggiore 2 volte (terzo dito).

In questo modo avremo realizzato l'accompagnamento tipico del valzer.

Non perdete l'occasione di partecipare al nostro grande e unico forum della fisarmonica, troverete appassionati e professionisti dello strumento che vi aiuteranno sciogliere i vostri dubbi!

 

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4 anni da autodidatta..
Ci sono 7 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il Oggi alle ore 18:20:24 da flavio zamuner
Risposta:
è vero, molti usano il mantice chiuso nella parte inferiore e non è un problema, tant'è che suoni bene lo stesso, però è un limite. Facendo il solito paragone con il cambio dell'auto (che ricordo ancora anche se ho quello automatico), è come cambiare marcia con la frizione rotta, sentirai sempre lo stacco quando inverti il senso.
inoltre molte fisarmoniche, come quelle francesi, non hanno alcuna chiusura, la mia Mengascini non ha fori, viti e cinghiette e non si può chiudere.

TOCCATA E FUGA IN RE MINORE
Ci sono 5 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il Oggi alle ore 13:09:14 da Massimo
Risposta:
Si vede da due cose; l'utilizzo sciolto della mano sinistra e l'impostazione della destra, con le tipiche
dita ad archetto.

La tua è una buona interpretazione, in molti punti rende la sonorità dell'organo ripieno,
ma in altri punti devi cercare una nitidezza di suono che è possibile con il clarino, il basson, e con il violino
(se non è troppo "mosso").

Altra cosa importante, non è possibile suonare tutte le note, quando trascrivi per fisarmonica un'opera
per organo, devi rinunciare a delle cose, e lavorare sulle priorità del discorso musicale.... A volte una nota
in meno rende molto più chiaro il fraseggio...

storia del liscio
Ci sono 6 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 19/10/2014 alle ore 13:09:30 da andreavezzoli
Risposta:
Nel 1928 Secondo Casadei fonda il suo complesso che diventerà poi l'orchestra, sonorità un po' "americane" nel senso che c'era il banjo ed il contrabbasso... il clarinetto in do tipicamente romagnolo e successivamente il sax contralto (usato o per brani solistici o per melodie a note lunghe per far da contro al clarinetto in do).
è dalla marcia militare che i brani di liscio acquistano la loro forma tipica: prima parte ritornellata, seconda parte, ripresa della prima parte, e trio (terza parte, in origine il trio era suonata da 3 strumenti ecco il nome da dove deriva), a volte si riprende la prima parte da capo per finire.
questa è la stessa forma che avevano anche alcuni rag-time.



gli stili del liscio
Ci sono 7 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 16/10/2014 alle ore 18:30:04 da andreavezzoli
Risposta:
concordo pienamente, è uno stile che purtroppo si è perso quello "alla Piva" ... che però da ancora molti spunti.
Il suono di quei sax è inconfondibile, con un suono meno vibrato rispetto allo stile romagnolo

http://lnx.sandrinopiva.it/scheda_a...php?strId=22

qui potrete ascoltare i vari successi di Sandrino Piva

Non si parla più di fisarmonica
Ci sono 17 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 16/10/2014 alle ore 06:47:25 da Massimo
Risposta:
a fisacromatica: penso che il tuo suggerimento sia utile da realizzare

a filogna: c'è molta confusione sul nome delle scale greche, dovuta al fatto che nel medioevo sono state rinominate facendo degli errori.
Gli studiosi tendono a chiamare quelle che noi chiamiamo "scale modali" con il termine "specie di ottava" ... prendendo spunto da quanto
ci resta dell'opera di Aristosseno da Taranto. (2.400 anni fa circa).

La successione moderna, sarebbe

do maggiore = scala ionia
re senza alterazionini = re dorico
mi senza alterazioni = mi frigio
fa senza alterazioni = fa lidio
sol senza alterazioni = sol misolidio
la minore = scala eolia
si senza alterazioni = scala locria

eseguirle tutte è un ottimo esercizio sia per la mano destra che per la mano sinistra, di fatto nel metodo Anzaghi, sotto forma di esercizi ce le fanno suonare quasi tutte...

l'I Ching Occidentale e gli esagrammi musicali
Ci sono 23 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 13/10/2014 alle ore 13:53:02 da Massimo
Risposta:
Penso che hai ragione Filogna, dopo aver scritto l'intervento in questione, ho ripensato a quello che avevo scritto e sono giunto alla conclusione che già il fatto che una scala la senti crescenti è dovuta all'effetto Shepard. Infatti solo una scala è effettivamente crescente nei bassi della fisarmonica. Nella mia, in cui i bassi sono accordati in C, è la scala di Do maggiore.

Comunque senti crescenti anche le altre scale, e questo non è reale. Prendiamo la scala di sol maggiore, parti dal sol, e cresci fino al Si, ma poi torni indietro di una ottava al Do e per le note seguenti. Ma di questo ti accorgi solo se suoni con un registro con poche voci, io sulla mia ne ho uno che credo abbia una sola voce e quì si sente benissimo, anche su quale nota è accordata la tastiera dei bassi.


Fisarmoniche di valore nel tempo
Ci sono 1 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 13/10/2014 alle ore 07:35:33 da Massimo
Risposta:
La Supersesta è stata una produzione molto particolare, figlia di un'epoca in cui la fisarmonica
era molto più diffusa. Il materiale era di eccellente qualità, a partire dal legno dei somieri, alla
cassa armonica, le ance e persino le pellicine (in alcantara, costosissimo).
Ogni fisarmonica veniva testata alla fine produzione, se non erro da Marcosignori in persona,
per più di un'ora, il prodotto doveva essere perfetto!

Adesso i materiali sono diversi, e ci sono ditte che producono ottime fisarmoniche (Pigini, ByMarco,
Zerosette, Fisitalia, ma non le possiamo citare tutte ). Penso che alcuni strumenti prodotti adesso
possano essere superiori alla Supersesta, sopratutto nel campo delle fisarmoniche con convertitore.
Questo da un punto di vista strettamente tecnico.

Ma non certo superiori per la cura della produzione...

L'importanza del solfeggio
Ci sono 4 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 11/10/2014 alle ore 11:10:23 da andreavezzoli
Risposta:
tra l'altro chi studia organo deve saper improvvisare una fuga a 4 parti... cosi come chi studia clavicembalo deve saper realizzare estemporaneamente il basso continuo

Fisa per bambini, mi aiutate a scegliere?
Ci sono 3 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 08/10/2014 alle ore 14:00:19 da Massimo
Risposta:
Secondo me è una buona proposta, e se trovi qualcosa che pesa meno,
meglio....

Danza delle sciabole
Ci sono 4 risposta/e, l'ultimo messaggio è stato inserito il 08/10/2014 alle ore 13:58:58 da Massimo
Risposta:
Per molti secoli lo spartito come lo conosciamo noi oggi non c'era.
Esistevano modi di trascrizione delle note (già nell'antica grecia)
poi si è avuta un graduale passaggio dall'inseghnamento mnemonico orale
tipico della tradizione orale (da maestro a discepolo) alla trascrizione scritta.

Ecco che oggi lo spartito rappresenta una sintesi di molti aspetti dell'esecuzione
che una volta non venivano scritti, perchè un buon musicista certe cose le doveva
sapere, se no era un "asino",

Lo spartito ci dice il movimento, il tempo, il ritmo, la durata delle note e i loro
rapporti espressivi reciproci, e non ultimo l'andamento della musica nell'intensità
e nelle variazioni di scansione ritimica e temporale. Molte note alterate e abbellimenti
che noi troviamo oggi segnati nelle trascrizioni degli antichi maestri, nelle loro
scritture originali non erano segnate....

Oggi lo spartito serve o no?
E il solfeggio è davvero indispensabile?

Sono due domande grosse, e senza pretendere di avere la certezza,
direi che le risposte ad esse dipendono dal tipo di musica che vogliamo
suonare....

La competenza nel leggere lo spartito dell'esecutore professionale di musica
classica è molto diversa da quella di chi fa musica leggera, liscio o musica popolare.

Esiste tutta una possibilità di variazione, dalla lettura a prima vista alla libera improvvisazione
quello che importa è che essa sia funzionale alla musica che fai.

 

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