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Di fisarmoniche siamo abituati a vederne di tutti i tipi, colorate, aeregografate, tutto di piu’. Ma alla sola idea di uno strumento interamente costruito in legno non ci puo’ lasciare indifferente e possiamo immaginare quali sonorita’ potremmo sentire ed assaporare.

 

 

Una domanda, che spesso mette a competizione gli amanti dell'uno o dell'altro sistema. Vi proponiamo questa interessante analisi fatta da un utente del nostro Forum, Massimo.

 

FISARMONICA A PIANO CONTRO FISARMONICA CROMATICA

Quale è la migliore, la fisarmonica a pianoforte o quella cromatica? Questa domanda viene spesso dibattuta nei post degli appassionati. Avrebbe invece più senso chiedersi: quale è il sistema più appropriato per quel particolare individuo? Questo testo tenta di aiutare sia chi si sé appena accostato alla fisarmonica, che chi già suona con un sistema e si chiede se potrebbe ottenere un miglioramento passando all’altro. Non ha importanza il sistema scelto, l’aver scelto quello “sbagliato” non potrà mai essere una scusa per suonare male, in quanto entrambi sono strumenti versatili che, nelle mani di un bravo musicista, possono produrre risultati grandiosi.

Di seguito troverete un elenco di aspetti tecnici nei quali i due sistemi vengono comparati. Leggendole potrete assegnare dei punti al sistema che pensate migliore sotto quell’aspetto. Alla fine potrete sommare i punti e constatare quale tipo si adegua meglio alle vostre necessità. Ma non può essere questo test non l’unica cosa che decide la scelta del tipo di strumento. Possono esserci altri aspetti oltre quelli qui riportati, e si possono aggiungere categorie personali. E non dimenticare neppure che questo test non può sostituire l’esperienza che si ottiene provando realmente questi diversi strumenti; e possibilmente per un periodo di tempo abbastanza esteso. Comunque se suonate una pianoforte e volete un’idea di cosa sia suonare una cromatica, provate ad usare la tastiera del computer come una sostituta. Anche se i tasti non sono perfettamente allineati sono vicini abbastanza da dare un’idea.

Per ognuna delle categorie seguenti, dovrete in primo luogo decidere quale dei due sistemi sia il migliore, quindi dare un punteggio da 0 a 10 a quello che considerate il “vincitore” e, sempre, 0 punti all’altro. Prima di decidere dovrete chiedervi quanto quell’aspetto sia importante per voi. Se invece la categoria non ha alcuna importanza per voi, allora date o punti ad entrambi i sistemi. Se invece si tratta di un aspetto che ritenete particolarmente importante date 10 punti a quelle che reputate il migliore e, naturalmente, sempre 0 all’altro.

LA FISARMONICA A 48 BASSI

Quale fisarmonica scegliere, per partire con l'approccio allo strumento?

Omettendo le fisarmoniche che sono piu' che altro ludiche, 12/24 bassi, partiamo dallo strumento con un minimo di 48 bassi, che dovrebbe rappresentare lo strumento base per iniziare un percorso didattico fino allo strumento professionale con 120 bassi.

Gli strumenti con una gamma di bassi troppo ridotta,( parliamo naturalmente di strumenti a 12/24 bassi) preclude qualsiasi possibilita' di studio dello strumento, quindi evitate una scelta del genere, anche perche' la ridotta quantita' di note producibili, rendera' quasi impossibile l'esecuzione di qualsiasi melodia.

 

La fisarmonica a 48 bassi puo' essere quindi un punto di partenza?

LE VARIE PARTI DELLA FISARMONICA

LE VARIE PARTI DELLA FISARMONICA
I VARI COMPONENTI DELLA FISARMONICA
A cura di Massimo
Questa e' una lista di parole associate con la fisarmonica di cui diamo il significato.
È stata separata in due sezioni per semplificare le ricerche, una sulla fisarmonica ed una di termini musicali generali che sono facilmente correlati con essa. Se volete aggiungere qualche termine, prego,Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Premessa
La fisarmonica è uno strumento meraviglioso, ha le proprietà dell'organo unite a quelle del pianoforte. Come il primo infatti può mantenere il suono costante quanto si vuole. Come il secondo permette una infinita gradazione tra il pianissimo e il fortissimo. Come il primo ha ricchezza e varietà timbrica, come il secondo permette grande virtuosismo nell'uso e ricchezza nel tocco delle note. Inoltre, grazie al mantice, ha particolarità espressive tutte sue: si può variare l'intensità del suono durante l'emissione e si possono ottenere diversi effetti caratteristici.
Strumento in apparenza semplice, è invece il risultato dell'incontro dell'evoluzione di vari strumenti:. Il mantice, i somieri e i tiranti delle voci e delle combinazioni, dovuti alla tecnica organaria, le ance dovute all'augusto antenato cinese, lo Sheng. E la tipica tastiera a bottoni che deriva direttamente dai primi organetti diatonici, il meccanismo dei bassi, evoluto da quello della concertina, dovuto allo studio di un eminente scienziato inglese. La tastiera a pianoforte dovuta alla fisarmonica dell'800 (accessorio del pianoforte e montato o sotto o a lato di esso) e all'armonium. E tanta ricerca e voglia di migliorare messa in campo da moltissimi artigiani e famiglie di artigiani abili e coraggiosi, tra cui ricordiamo Mariano Dallapè e Paolo Soprani, per citare i più famosi.
Il tutto concentrato in poco spazio e in uno strumento agevolmente portatile che permette di eseguire qualsiasi repertorio musicale. Di cui si è subito impadronito il popolo minuto, quello che non poteva permettersi i costosi strumenti delle classi ricche, ma che aveva voglia di fare musica, di suonare, di danzare e di cantare.

 

 

 


Gli strumenti ad ancia sono stati una vera rivoluzione nel campo musicale, con centinaia di nuovi strumenti dei quali pochi sono sopravvissuti ed arrivati ai nostri giorni: fisarmoniche, bajan slave, organetti diatonici, bandoneon, concertina inglese e tedesca, armonium (ma sta scomparendo), melodica e, ultima, ma comunque probabile antenata di tutti questi, l'armonica a bocca. Tutti strumenti della musica popolare, disdegnati dalla cosiddetta musica colta, quella che "se uno non fa il conservatorio non è un musicista".
Di queste origini dimesse è sintomo la difficoltà che ha avuto la fisarmonica a farsi accettare dai conservatori, e l'importante modifica che l'ha trasformata in bajan nell'Europa orientale e ha portato lo sviluppo del convertitore dei bassi nell'Europa occidentale. Consci delle capacità espressive dello strumento, generazioni di fisarmonicisti hanno lavorato perché gli fosse riconosciuto uno spazio accanto agli altri. A nessuno piace essere un musicista di "serie B".
La musica popolare ha scelto il poco costoso sistema dei bassi standard, che tanto limita le possibilità espressive dello strumento, ma che lo rende una piccola orchestra suonata da un unico musicista, permettendo allo stesso di rendere presenti musiche classiche e popolari nel loro sviluppo armonico e melodico, anche se con una certa approssimazione e con un risultato che molto dipende dal'abilità e dalla conoscenza che il concertista ha dello strumento.


Non sono mancati tentativi coraggiosi di costruire uno strumento a soli bassi sciolti, che permettesse al musicista di eseguire qualsiasi repertorio senza andare a pesare sul costo e sul peso dello strumento, ricordo l'Harmoneon del maestro francese Pierre Monichon nel 1948, perché lo ritengo molto interessante, ma non è stato l'unico.
Attualmente la ricerca è ferma, e gli strumenti non sono più popolari, basta pensare che con molto meno di quello che costa una fisarmonica di media qualità (circa 3000 € a bassi standard) si possono comprare degli ottimi sintetizzatori, e, con ancora meno, delle ottime tastiere. E la fisarmonica stagna e diventa conseguentemente strumento di nicchia, poco venduto e poco suonato.
Eppure ci sarebbero sperimenti da fare, come sostituire il sistema dei bassi standard con un sistema che permettesse di suonare gli accordi della musica moderna. O lo sviluppo dei bassi sciolti per costituire una specie di vero organo portatile. Purtroppo i costruttori al giorno d'oggi non pensano al futuro dello strumento, ma solo alle quote di mercato. Che, con l'evoluzione della musica digitale saranno sempre più esigue. Unica nota positiva in tale deserto creativo è la recente creazione del Barcandeon, al quale auguriamo ogni miglior fortuna.
A questo fenomenale incrocio di tanta evoluzione strumentale dedico questo scritto nella speranza che possa aiutare quanti muovono i prima passi nel suo apprendimento, e che la fisarmonica possa sopravvivere all'avanzare della tecnologia e alla miopia degli attuali costruttori.